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Wall Street positiva, l’Europa galoppa.

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Apertura in rialzo di oltre mezzo punto percentuale per il Dow Jones a Wall Street con il Nasdaq che aggiorna il record della vigilia, all’indomani della Federal Reserve, quando in Europa gli indici sono in deciso progresso. La banca centrale Usa ieri (alle 20 ora italiana) ha comunicato di aver lasciato invariati i tassi di interesse, come era ampiamente atteso dal mercato, e, anche se ci sono alcuni segnali di un rallentamento dell’economia a stelle e strisce, la presidente della Fed, Janet Yellen, si è detta in generale positiva sulla situazione. Al mercato piace la pazienza dimostrata dalla banca centrale Usa e ora il focus è su dicembre, quando un aumento del costo del denaro sembra ormai scontato.

Mentre oggi la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa, il Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in progresso dell’1%, per poi ampliare i guadagni fino a oltre il 2%, in linea con il Ftse All Share. Positive anche le principali Piazze del Vecchio Continente, tutte sostenute dalla decisione della Fed.

Il rally del greggio sostiene i petroliferi
Tra i titoli, spunto del comparto petrolifero, quando non si ferma il rally del greggio. Il contratto Wti scadenza novembre è in progresso e torna sopra i 46 dollari al barile, con il Brent del Mare del Nord che si avvicina ai 48 dollari al barile. A Milano,Saipem è balzata in testa al segmento principale, anche grazie ala notizia di nuovi contratti e dell’estensione di contratti esistenti nella perforazione onshore in Medio Oriente e Sud America per un controvalore complessivo di 430 milioni di dollari. Gli acquisti stanno premiando anche Tenaris ed Eni. Il petrolio, già in rialzo nella mattinata di ieri, ha ricevuto ulteriore sostegno dai dati sulle scorte negli Stati Uniti e da una analisi di Standard & Poor’s che ha rivisto al rialzo la stima sul prezzo per la fine dell’anno. Gli industriali sono premiati dagli acquisti mentre i bancari restano al palo, dopo i rialzi della vigilia. Ubi Banca, Unicredit e Bper – dopo le performance di ieri – questa mattina sono poco mossi. Tra gli industriali, in evidenza Prysmian sulla scia della notizia di un consolidamento nel settore cavi, con Abb, gruppo ingegneristico con sede a Zurigo, che venderà le sue attività di produzione di cavi ad alta tensione ai danesi di Nkt Cables. Viene premiata dagli acquisti anche Cnh Industrial, dopo i buoni dati sulle immatricolazioni dei veicoli commerciali nel mese di agosto in Europa.

Richiamo della Bce sul debito, crescita si conferma moderata
Nuovo richiamo della Banca centrale europea sul tema del debito: «I Paesi con alti livelli di indebitamento – si legge nel Bollettino mensile – dovrebbero compiere ulteriori sforzi di risanamento per imprimere al rapporto debito/Pil una solida dinamica discendente». L’istituto di Francoforte sottolinea che «manterrà un atteggiamento vigile e resterà pronta ad agire, se necessario, per

raggiungere il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi». L’insieme articolato delle misure di politica monetaria «adottate continua ad assicurare condizioni di finanziamento favorevoli a sostenere il vigore della ripresa economica nell’area dell’euro» e la banca centrale conferma che continua ad aspettarsi che il Pil cresca in termini reali «a ritmi moderati ma costanti e che l’inflazione nell’area dell’euro aumenti gradualmente nei prossimi mesi». Finora l’evidenza suggerisce «la tenuta dell’economia dell’area alla persistente incertezza economica e politica su scala globale» però «lo scenario di base resta soggetto a rischi al ribasso».

Raffica di dati dagli Stati Uniti

Sul fronte macro, è una giornata ricca di dati Oltreoceano, di cui il più importante è quello settimanale sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Secondo il dipartimento del Lavoro, sono scese di 8.000 unità a 252.000, contro le 260.000 della settimana precedente (dato invariato rispetto alla prima stima), facendo meglio delle stime del mercato. Pubblicato anche l’indice Fed Chicago per il mese di agosto, sceso a -0,55 punti in luglio, dopo i +0,24 punti di luglio (dato rivisto al ribasso dal +0,27 punti della prima stima). Sono risultati entrambi sotto le attese degli economisti il Superindice economico di agosto (-0,2%) e le vendite di case esistenti per il mese di agosto (-0,9%), quando è previsto anche l’indice manifatturiero Fed di Kansas City per settembre.

Infine, sul mercato del cambi la moneta unica si è rafforzata sul dollaro e sullo yen (segui qui l’andamento del cross euro/dollaro, euro/yen e dollaro/yen).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Link: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-09-22/europa-parte-rialzo-segno-fed-milano-1percento–084528.shtml?uuid=ADyymnOB